Ho letto un libro,stasera. Ghiaccio 9 di Kurt Vonnegut, e mi ha sconvolto. L’ho letto per caso, (ma non per caso come farebbe notare Bokonon), era caduto dalla libreria per quale strano motivo, forse s’era stufato di star lì o forse voleva essere letto. Chissà.
E pensare che quel libro mi era stato regalato da Kurt in persona.
Ho avuto quella che Bokonon chiama “vin-dit”. Cos’è? È una parola bokononista che indica una spinta improvvisa verso il bokononismo.
Bokonon ha scritto diversi libri, il primo dei quali recita queste parole: “Tutte le verità che sto per dirvi sono spudorate menzogne”. Un bell’inizio, quasi come il mio. Il caro Kurt avrebbe dovuto scrivere solo i libri di Bokonon e lasciar stare tutto il contorno. Avrebbe avuto più successo e avrebbe fondato una nuova religione, religione alla quale io ora faccio parte.
E puoi un’altra massima: tutte le ricerche sono destinate a rimanere incomplete.
Fa proprio al caso mio. Continuo a scrivere pagine su pagine e non riesco a finirlo, trovo sempre uno spunto per andare avanti, per continuare la storia. Dovrei finirlo, lasciarlo a metà per poi dire che ci sarà un seguito, ma non ce la faccio, voglio che l’opera sia completa.
Lasciare un libro incompleto, con un “Continua” finale mi da il voltastomaco. Sembra quasi dire al lettore: “Voglio subito i soldi, e se vendo a puntate guadagno di più”
A me non interessano soldi o fama, altrimenti non scriverei mai con uno pseudonimo e non starei anni a scrivere un libro. Voglio soltanto trasmettere al lettore una mia sensazione definita, voglio far in modo che quando finisca il libro abbia un accenno di un commento, positivo o negativo che sia, non importa.
E poi… i soldi non sono fatti per me. Non li reputo sostanza, sono solo fogli di carta, per questo cerco in tutti i modi di liberarmente il prima possibile.
Donerei volentieri le mie opere gratuitamente in cambio di qualche emozione.
“…E mi farebbe una dedica sul libro?”
“Certo eccola qua. Come ti chiami?”
“Terry”
“Bel nome. Da dove vieni?”
“Da Beaconsfield. Sa che scrivo pure io?”
“Ora lo so. Che genere?”
“Fantasy”
“Sempre piaciuto il Fantasy. Sei a buon punto?”
“L’ho quasi finito”
“Facciamo così, io ti regalo il mio libre e tu mi spedisci una copia del tuo libro autografata. Uno scambio equo.”
“Davvero?”
“Certo. Eccoti il mio indirizzo. Ci conto, ormai non ho nulla da leggere.”
“Gr.. Grazie!”
“Grazie a te.”
“Il popolo del tappeto” mi arrivò a casa poco tempo dopo. Autografato come da accordi.
Il primo libro sulla mia libreria. Era il ‘71, e da allora abbiam continuato a scambiarci i libri, opinioni e critiche. Caro vecchio Terry Pratchett, se sapessi le condizioni in cui mi ritrovo adesso…
Ecco, basta qualcosa in cambio e si innescano gli intricati giochi della vita, cosa che i soldi non possono fare, e Bokonon lo spiega dettagliatamente.
A volte mi chiedo se la trama di un libro viene scelta dall’autore o dai personaggi in esso… Manderò in una lettera questa domanda a Kurt, anche se so già la sua risposta.
Ora il sole sta per sorgere, è tempo di dormire.