» Cap.18 - Cosa cambierebbe se il sole sorgesse di giorno

Ormai il sole è tramontato, ma non riesco ugualmente a prender sonno.
Troppe sensazioni amare oggi, troppe volte il mio stomaco si è inutilmente ribellato.Tutto quello che accade mi colpisce direttamente, come se fossi il diretto interessato, come se fosse tutto colpa mia.
E forse in qualche senso è pure vero.
Ho descritto così bene e minuziosamente questo mondo che quando cambia sento la mia pelle cambiare. E’ come se fosse una mia creatura, un mio figlio, picchiato e deriso da tutti.

E tante cose sono cambiate. I luoghi in cui sono nato e cresciuto, le città, il mare, le stagioni, la neve, il vento… Ogni cosa.
Mi sento smarrito e inutile, vedo posti che prima erano qualcosa diventati spettrali e spiritelli custodi urlare tutta la loro rabbia nella mia mente.
Non credo di poter resistere a lungo, così stanotte sono uscito, ho preso la moto e sono fuggito su una strada che un tempo conoscevo a memoria. Due ore di strada ed eccomi arrivato alla mia infanzia. Il bosco fatato, talmente intriso di leggende e magia che nessuno ha mai pensato di profanarlo.
C’era un tempo in cui credevo anch’io a queste leggende, quando mio padre me ne parlava per farmi addormentare, per farmi sognare fate e spiritelli che custodivano i boschi. Ma poi son diventato adulto e la prassi m’ha obbligato a ripudiare tali fantasie, perché stupide e infantili, a detta di tutti.

Ma ora sono qui, dentro quella leggenda, immerso in quel bosco, ascoltando ogni sussurro tra le foglie. E ricomincio a credere.
Finalmente sei venuto
“Dovevo ritornare prima o poi. Ma era tanto che dicevo di ritornare”
E perché non lo hai fatto prima?
“Lo sapete benissimo. Ho smesso di credere in voi molto tempo fa. Ma ora il tempo ha segnato la mia pelle e la mia mente, ora sono disposto a credere in voi, tant’è vero che sono qui, e vi sto parlando”
O forse… ti stai immaginando tutto?
“Veramente… Non lo so più.”
Intravedo la luna fra i rami degli alberi e la seguo lentamente con lo sguardo. Non sento più voci, forse mi sono immaginato tutto, o forse… non badano più a me.

Questo articolo e' stato postato il Martedì, Luglio 4th, 2006 alle 06:11 ed e' posto nelle categorie Diario di un libro mai scritto. Puoi controllare i commenti tramite questo RSS 2.0. Puoi lasciare un commento, o un trackback.

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