Torno a casa dopo una bevuta in solitaria per conciliarmi il sonno.
Parcheggio la moto sul solito muretto, tolgo il casco senza togliermi gli occhiali che rovinano a terra: bestemmio diversi dei.
Barcollante cerco di pisciare mirando una qualsiasi lucciola che mi appare intermittente davanti, ma sono troppo ubricaco per colpirle.
Valuto sulla strada da percorrere verso casa: scomodi scalini aggirando casa oppure una piccola salita in mezzo all’erba alta?
Decido per la seconda, più breve. Mi trascino sul prato percorrendo svariati chilometri zigzagando e arrivo sul marciapiede.
Scrich scroch. Ops.
Mi ero dimenticato d’aver sparso il sale. Eh si, dell’omeostatico sale per contrastare l’avanzata di quelle maledette e viscide lumache senza guscio che da alcuni giorni sembrano voler conquistare il mondo da quante ce ne sono.
Cerco di non calpestarne nessuna, solo l’idea mi fa contorcere lo stomaco, e in queste condizioni proprio non fa al caso mio.
Riesco finalmente ad entrare a casa, mi svesto velocemente e mi metto a letto, speranzoso di dormire, almeno questa notte..
Speranza vana, ovvio. Tanto vale scrivere qualcosa.
Accendo la luce, metto i piedi per terra e qualcosa attira il mio sguardo: una lumaca sta lentamente trascinandosi verso di me minacciosa.
Come ha fatto ad entrare? Probabilmente si è attacata alla scarpa prima.
Voleva seguirmi. Voleva aspettare il momento adatto per cogliermi di sorpresa. Voleva vendicarsi dello sterminio a colpi di sale che ho causato alle sue simili, ma non sospettava d’aver a che fare con un insonne.
Prendo un foglio di carta e cerco di raccoglierla. Subito ritira le antenne e si comprime il più possibile. Ora più che una lumaca sembra una chewingum alla liquirizia masticata un paio di volte. Forse le ho fatto male, non si muove più. Resto a guardarla in attesa di una sua reazione e dopo alcuni minuti finalmente estrae gli occhi e mi guarda con disprezzo.
“Scusami sai, ma mi mangiavate tutto il basilico”
Inclina gli occhi. So esattamente cosa sta pensando.
E per del basilico tu uccidi delle creature innocenti? E poi il basilico non appartiene a te, è della Natura e quindi anche nostro.
Una lumaca che mi fa sentire un verme. Il colmo.
La accompagno alla porta, mi guardo un po’ intorno e decido di metterla lontana dal sale: nel giardino del mio vicino .
“Scusami ancora, domani leverò tutto il sale. Per ora resta qui e riprenditi.”
La libero dal foglio e rientro a casa.
Ecco, un buon argomento per il libro. E quale carta migliore che questo foglio macchiato di bave, vendetta e perdono?