Voci se ne sentono tante, certe vere, certe inventate di sana pianta, e ti scivolano addosso come olio in una lettiera per gatti. Ci credi o non ci credi sono solamente altre storielle da raccontare in giro tanto per parlare, un bagaglio di idiozie e stupidità.
Ma quanto vieni a conoscenza di cose vere, non sentite da amici, ma viste e sentite dai diretti interessati… Beh… ti viene da vomitare.
Passo al bar a pagare quella mazzata di bollo e una voce attira il mio orecchio.
Un uomo, padre di famiglia, si vanta della sua ultima vacanza a Cuba, elencando minuziosamente ogni atto libidinoso a pagamento con bambine vendute e sfruttate. Ad alta voce, senza ritegno, come se quello che dicesse fosse la più bella cartolina che avesse mai spedito.
“Sisi, tutte balle” e quello per tutta prova tira fuori un reperto fotografico da far invidia a Playboy. Risate, qualcuno fa buoni apprezzamenti, qualcuno sembra disgustato ma guarda e ascolta con interesse.
Pure io. Resto ad ascoltare, immobilizzato, col vomito che sta per sfiorarmi la lingua.
E piango. Che ci volete fare, sono sensibile.
Esco all’aria aperta, rimonto sulla moto (questa volta in regola) e decido di prendermi un gelato, per scacciare cattivi pensieri e ricordi insulsi. Un cono gelato a due palline, che mangio moooolto lentamente visto il prezzo esorbitante.
Passeggio nel parco tra una leccata e l’altra, e passo vicino a due ragazzine dai vestiti provocanti sedute su una panchina anche loro leccando il gelato.
“E glielo ho leccato così, avresti dovuto sentirlo!”
17-18 anni? No. Guardo meglio, e le riconosco. 13 anni. Non voglio sentire altro, non voglio neppure indagare sul chi, perchè e se… Getto il gelato in un cestino e ritorno alla moto.
Sarebbe stato meglio restare a casa. Ora ho solo dei ricordi in più da dover dimenticare.
Ci crederebbe qualcuno se lo raccontassi? Mi darebbero del bugiardo.